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  CURIOSITA´ D´ALTRI TEMPI
DAI SALOTTI OTTOCENTESCHI AL LYCEUM
DAI SALOTTI OTTOCENTESCHI AL LYCEUM
Le donne diventano protagoniste della vita intellettuale e mondana

A Firenze durante il Rinascimento nei saloni di molti palazzi si riunivano uomini di scienza, di lettere, per approfondire lo studio degli antichi testi greci e romani e discutere sulle novità contemporanee. Saranno i nuclei per la creazione delle accademie letterarie, musicali e scientifiche.

Un secolo dopo, in Francia, alla fine del Seicento, cominciarono a sorgere “saloni” animati da donne, nei quali si facevano pettegolezzi di natura mondana, ma anche discussioni letterarie, musiche, canti e teatro.

Ed è proprio dalla Francia che i salotti femminili si diffusero anche in Italia, portati dagli ufficiali francesi durante l’occupazione napoleonica, dapprima in Piemonte, poi a Firenze.

Il più famoso fu il salotto della contessa d’Albany, amica dell’Alfieri. Molti salotti erano aperti ogni settimana a giorni fissi. Uno dei più importanti fu il “salotto rosso” della N.D. Emilia Peruzzi, moglie del Sindaco, dove si recavano i più eminenti letterati, politici, artisti residenti in Firenze oppure di passaggio. Fra questi Pasquale Villari, Isidoro del Lungo, Renato Fucini. Altro famoso salotto quello della contessa Alfieri, nipote di Cavour. Ma il più chiacchierato fu il salotto di Maria Rattazzi moglie del Presidente del Consiglio e nipote di Napoleone, la quale suscitò scandalo in tutta la città per un ballo nel palazzo Fenzi ove arrivò vestita da baccante e quindi con la tunica aperta su un fianco, di modo che tutti potessero vedere la bella modellatura della gamba. Ma questo non fu nulla in confronto a quanto successe dopo alcuni mesi. Essa era anche scrittrice e a Parigi pubblicò un romanzo ove si parlava di una città corrotta con evidenti allusioni alla Firenze dell’epoca. Alcuni personaggi credettero di riconoscersi nelle persone citate e fra questi il marchese Pepoli che chiese al Rattazzi la riparazione per mezzo di un duello. Intervenne anche il Re Vittorio Emanuele alla ricerca di una soluzione, nominando un giurì d’onore che dichiarò che non si poteva sfidare a duello un Presidente del Consiglio, tanto più che l’offesa non era del Rattazzi ma di sua moglie. Il tutto si risolse con la smentita di Maria Rattazzi di avere fatto allusioni a Firenze e con una sua permanenza a Parigi per qualche mese.

Numerosi e sontuosi i balli: quasi una gara fra proprietari di palazzi. Restò nella memoria il grandioso ballo nel palazzo Gianfigliazzi dei baroni Van Den Linden di Hoogvorst, della Legazione belga. Le tavole erano talmente piene di preziose cristalleria e porcellane che sotto il peso eccessivo cedettero quasi tutte con il vasellame ridotto a pezzetti. I padroni di casa non batterono ciglio e dopo un’oretta altro vasellame di pari valore era nei tavoli.

Anche dopo il trasferimento della capitale a Roma i salotti continuarono senza più politici e diplomatici, ma con i fiorentini e i numerosi forestieri residenti a Firenze.

Fu dopo la I guerra mondiale che i salotti cominciarono a diminuire, sostituiti da associazioni e club.

Sulla scia del Lyceum di Londra, fondato nel 1903, nacque a Firenze, 5 anni dopo, il primo circolo femminile voluto dall’aristocrazia e dall’alta borghesia, anch’esso con il nome “Lyceum”, con l’intento di “incoraggiare la Donna agli studi e alle opere letterarie, scientifiche e umanitarie, coltivando l’attività femminile in ciascuno di questi campi intellettuali”. Al Lyceum passarono tutti i più grandi letterati e artisti italiani. Fra i nomi scritti nelle prime pagine figurano Pirandello, Marinetti, Ughi, Castelnuovo Tedesco e Primo Conti.

Enrico Pieragnoli Couture

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