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A FIRENZE LA PRIMA EXPO NAZIONALE
A FIRENZE LA PRIMA EXPO NAZIONALE
Nel 1861 un successo con 136.000 visitatori

E’ in corso a Milano l’Esposizione Universale 2015. La prima esposizione nacque a Londra nel 1756 come conseguenza della “Rivoluzione industriale”, in modo da far conoscere al Mondo i nuovi prodotti inglesi. Era quindi un’esposizione nazionale in un’epoca in cui non vi erano altri mezzi di informazione. Seguirono altre Esposizioni nazionali a Parigi e a New York, finché nel 1851 Londra organizzò la prima Esposizione Universale. Nel 1855 a Parigi si presentò anche il Granducato di Toscana con i suoi cappelli di paglia, la maggiore industria toscana dell’epoca, che ebbero un grande successo. Nel 1861 fu la Toscana ad organizzare la Esposizione nazionale. Essa venne decisa qualche anno prima dal Governo Granducale e con la nascita del Regno fu confermata dal nuovo governo italiano. Venne inaugurata il 15 settembre, in gran pompa, da Vittorio Emanuele II, da poco Re d’Italia. Fu un successo con 2.500 espositori e 136.000 visitatori. Venne organizzata dall’Accademia dei Georgofili: come sede, il Presidente dell’Accademia Cosimo Ridolfi scelse la Stazione Leopolda, rimasta vuota dopo l’unificazione di tutte le linee nella Stazione di S.M. Novella (già Maria Antonia). Nello spazio accanto fu anche creato un giardino ad opera della Società toscana di Orticoltura. Si chiamò “Esposizione nazionale di prodotti agricoli, industriali e di belle arti”. La parte del leone fu fatta dall’agricoltura, sia perché l’organizzazione fu dell’Accademia dei Georgofili, sia perché nell’agricoltura vi lavorava la maggior parte delle persone. Vi erano quindi i vini (soprattutto toscani e siciliani) e prodotti gastronomici di tutt’Italia, le birre dell’Alta Italia, le candele che allora servivano per l’illuminazione, il motore a scoppio e il motore elettromagnetico, inventati nel laboratorio dello Ximeniano il primo da Barsanti e Matteucci e il secondo da Filippo Cecchi, il pantelegrafo anch’esso nato a Firenze per opera dell’abate Caselli, la fotografia dei F.lli Alinari. A Firenze non poteva mancare l’arte, con i quadri di quasi tutti i Macchiaioli e dei tre Markò e con le realizzazioni in foglia d’oro del battiloro Giusto Manetti. Sull’entusiasmo del successo di questa esposizione, il governo italiano volle partecipare alla successiva esposizione del 1867 a Parigi. Fu la più importante del secolo, sia per numero delle nazioni partecipanti, sia per numero di visitatori e soprattutto per le novità presenti: dalla locomotiva a vapore, alle serre in vetro e ferro, alle lampadine. Purtroppo l’Esposizione si aprì senza il padiglione italiano, il quale, in ritardo sui tempi, fu aperto solo pochi giorni prima della chiusura. Fu data la colpa alla nostra burocrazia, che già dimostrava la sua incapacità di organizzazione, preludio di tutti i difetti della nostra “Italietta”, che fu esposta ai commenti sarcastici dei giornali esteri. Oggi però la situazione sembra cambiata e l’Italia a Milano sta sviluppando un successo, non solo per il numero degli espositori e dei visitatori, ma anche per l’organizzazione.

Enrico Pieragnoli Couture

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