La via di cui parliamo questa volta è Via Giovanni Amendola che si trova a Certaldo e ci è stata chiesta da Stefania. Anche a Firenze è stato dedicato ad Amendola un viale.
Giovanni Amendola nacque a Napoli nel 1882. Cominciò giovanissimo a fare il giornalista e accanto a questa passione coltivò quella per la filosofia soprattutto quella tedesca legata a Kant.
Si trasferì a Firenze nel 1909 e vi rimase due anni. Anni molto proficui perchè partecipò e scrisse su numerose riviste fiorentine e pubblicò anche delle dissertazioni di filosofia.
Politicamente era vicino alla Destra Storica, detestando il governo Giolitti che riteneva di basso livello morale e contrapponendosi alla corrente della Sinistra troppo appiattita sul Positivismo che lui avversava.
Fu un fervente nazionalista, ma non fu mai illiberale. Nel 1912 appoggiò la campagna di Libia in cui vedeva un modo per forgiare il carattere italiano. Seguì molto la politica balcanica essendo sempre contrario alle posizioni austriache in quell´area.
Nel 1912 diventò collaboratore del Resto del Carlino che lascerà due anni dopo per approdare al Corriere della Sera dove resterà fino al 1920 ricoprendo anche il ruolo di direttore.
Partecipò alla prima guerra mondiale ma nel 1917 dovette tornare a casa a causa della malaria che lo aveva colpito. Fu ostile alla politica governativa di Sonnino che riteneva sorda agli ideali italiani e priva di una visione anti-austriaca nei balcani. Fu uno dei promotori del Comitato italiano per l´intesa fra i popoli oppressi dall´Austria, che portò, nell´aprile del 1918, al Patto di Roma.
Nel 1919 si avvicinò politicamente a Nitti esponente del Partito Radicale e si candidò a onorevole nel collegio di Salerno dove vinse sia quell´anno che nelle successive elezioni del 1921 e del 1924.
Liberale per ispirazione fu profondamente avverso sia al socialismo rivoluzionario che al fascismo squadrista in quanto riteneva tutte e due queste componenti come un pericolo mortale per lo Stato liberale.
Cercò comunque di far ritornare il fascismo nell´alveo della legalità, ma senza risultati. Nel 1922 fondò il quotidiano Il Mondo e insieme a Nitti il Partito democratico italiano.
Nel 1922 fu ministro delle colonie e da membro del governo cercò di opporsi alla marcia su Roma. Ma vedendo la deriva che stava prendendo la politica italiana si convinse che il fascismo sarebbe durato a lungo e ne divenne uno strenuo oppositore.
Anche i fascisti lo vedevano come uno dei loro maggiori avversari e lo fecero aggredire a Roma nel 1923.
Dopo il delitto Matteotti pubblicò sul suo giornale Il Mondo il memoriale Rossi che parlava della svolta antiliberale del fascismo e dei delitti di Stato.
Amendola fu anche uno dei promotori della secessione dell´Aventino volendo contrappore un governo democratico a quello fascista.
Nel 1925 subì altre due aggressioni squadriste, la prima a Roma e la seconda, la più grave a Montecatini. In seguito alle percosse subite si ammalò e a nulla valsero i suoi viaggi in Francia per curarsi.
Morì infatti a Cannes nel 1926.
Le sue ceneri sono state riportate a Napoli nel 1950.
Sara Aldobrandi
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