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LA STORIA A PALAZZO MEDICI RICCARDI
LA STORIA A PALAZZO MEDICI RICCARDI
Aprono al pubblico gli scavi archeologici

2000 anni di storia, finalmente riportati alla luce. Grazie a una straordinaria campagna di scavi, il Museo di Palazzo Medici Riccardi cresce e mostra ai visitatori un importante patrimonio storico e archeologico. Le operazioni di scavo promosse dalla Città Metropolitana di Firenze, iniziate nel 2012 ed eseguite sotto l’alta sorveglianza della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Firenze e le province di Pistoia e Prato, hanno permesso il recupero e la musealizzazione degli ambienti interrati del cortile di Michelozzo: un tassello fondamentale nel piano di valorizzazione culturale che sta portando a un consistente incremento di visitatori e ad un rinnovato interesse, grazie anche alla collaborazione con Mus.e al quale è affidato lo sviluppo del Palazzo grazie ad attività culturali, servizi dedicati e progetti speciali.

 

Il percorso archeologico è stato inaugurato con i rappresentanti istituzionali e i responsabili di Palazzo Medici Riccardi giovedì 18 aprile.

 

Sette epoche, dall’antichità al Novecento

Le indagini archeologiche hanno reso possibile determinare il concatenamento cronologico di sette stagioni storiche, in grado di ricostruire 2000 anni di avvenimenti: da prima della fondazione della Florentia romana, fino all’età contemporanea. Ogni epoca storica ha restituito porzioni di strutture murarie, pavimenti, conglomerati di fondazione, pozzi, scolmatori, scale, cisterne, nonché numerosi reperti di cui un’ampia selezione è esposta, suddivisa per temi e cronologia, lungo l’itinerario di visita.

Tra i vari ritrovamenti primeggia per importanza una porzione dell’alveo del torrente Mugnone, dell’ampiezza di circa 8 metri, riconducibile al segmento dell’antico percorso del torrente che in età romana viene abbandonato e spostato a valle della colonia. Lo scavo dei riporti di terreno all’interno dell’alveo fluviale ha restituito interessanti reperti archeologici di epoca romana, quali il vasellame da cucina e mensa, anfore per il trasporto dei prodotti alimentari, oggetti di vetro, strumenti di bronzo per impiego chirurgico e cosmetico, lucerne per illuminazione.

All’epoca tardo antica (V-VII secolo d.C.) sono invece da ascrivere i resti di una sepoltura, di cui si conservano parte degli arti inferiori di un corpo umano, esposti lungo il percorso nell’esatta posizione del rinvenimento. Negli immediati pressi è stata inoltre evidenziata una imponente struttura muraria utilizzata come base di appoggio delle fondazioni del palazzo. Come attestato da Giovanni Cavalcanti, che nel suo Trattato Politico Morale a metà del 1400 riporta, in qualità di testimone oculare “Et di poi, quando si fondò il palazzo bello di Cosimo, nel cupo de´ suoi fondamenti vi si trovò grossissime mura.”

 

Del palazzo dei Medici (1445-1659), interamente fondato su imponenti conglomerati realizzati in trincee profonde 6 metri rispetto all’attuale piano stradale di via Cavour, sono da evidenziare due pozzi da acqua realizzati con paramenti a lastre di pietra disposte in verticale e ammorsate tra loro con linguette e incavi alternati. E ancora, l’indagine di un vano ha permesso di individuare sei livelli pavimentali, tra cui il terzo livello è da riferire alla stalla “magnifica”, così definita in onore di Lorenzo de’ Medici, che in questo palazzo visse.

I Riccardi, nuovi proprietari del complesso architettonico dal 1659, si fecero promotori di numerosi interventi di ristrutturazione e ampliamento che si protrassero per sessant’anni, e per i quali impegnarono ben 120.000 scudi, una somma tre volte superiore il prezzo d’acquisto dell’immobile. Nei vani interrati, ora percorso di visita, fu realizzata la nuova rampa d’accesso alle cantine, più ampia e lineare rispetto alla preesistente rampa medicea, opera che comportò un generale riassetto dei vani cantine.

Ceduto nel 1814 al granduca Lorena, l’immobile venne utilizzato come sede di uffici amministrativi. Tra il 1865 e il 1871, gli anni della Firenze Capitale d’Italia, fu sede del Ministero degli Interni; nel 1874 venne acquistato dalla Provincia di Firenze per 500.000 lire e ospitò, oltre agli uffici provinciali, il quartiere del Prefetto, la Questura e l’Ufficio Telegrafico. Per adeguare il palazzo alle nuove esigenze, la Provincia promosse una serie di interventi di miglioramento che interessano anche gli ambienti interrati. Qui, nel 1875 vennero realizzati tre caloriferi per aria calda di cui l’indagine archeologica ha portato alla luce i resti del fornello e dei condotti che incanalavano l’aria fredda proveniente dal cortile che riscaldata saliva ai piani superiori tramite canalizzazioni verticali incassate nelle murature, e terminanti con bocche ancora visibili.

Arrivando al Novecento, al termine della Seconda Guerra Mondiale: dopo l´11 agosto del 1944 nel palazzo s’insediò il Comitato Toscano di Liberazione Nazionale. Dalle macerie utilizzate come “vespaio” (un vano isolante per realizzare un pavimento) provengono frammenti relativi a targhe lapidee del Ventennio, e i frammenti di un busto di marmo di Vittorio Emanuele III, il cui restauro è in corso.

La campagna di scavi è stata resa possibile grazie all’impegno dell’amministrazione metropolitana e grazie al cofinanziamento del bando “Investire in cultura” indetto nel 2012 dalla Regione Toscana.

Orari di apertura: tutti i giorni 9.00 – 19.00; chiuso il mercoledì.


19/04/19

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