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SORPRESE NELLA PALA DEL VASARI
SORPRESE NELLA PALA DEL VASARI
Il volto di Michelangelo e di Rosso Fiorentino

Il restauro della pala di Giorgio Vasari per l’altare Buonarroti, condotto dall’Opera di Santa Croce attraverso il progetto di fundraising In the Name of Michelangelo, ha riservato numerose sorprese.

Vasari esegue nel 1572 l’olio su tavola che raffigura Andata al Calvario e incontro con Veronica su commissione dello stesso Cosimo I de’ Medici. “Siamo di fronte a un’opera di altissima qualità con una storia ricca di documenti a cui, con il restauro, si aggiunge una nuova pagina”, ha evidenziato Claudio Paolini. La pala curata dai danni prodotti nella parte inferiore dall’alluvione del 1966 e liberata da una pesante patina oscurante, ha ritrovato particolari inaspettati come il volto di Michelangelo e di Rosso Fiorentino, oltre a un luminoso equilibrio d’insieme. Le evidenti citazioni michelangiolesche appaiono come un omaggio del Vasari a quel Michele Agnolo che nelle Vite viene definito l’amico caro, il divino e meraviglioso artista.

“Il cantiere di restauro è stato caratterizzato dall’apertura al pubblico dei visitatori che, con curiosità e grande interesse, hanno seguito l’intervento, è stata compiuto un intervento in via di conclusione, condotto da Maria Teresa Castellano. Formatasi all’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro di Roma, la restauratrice ha riportato alla luce particolari della pala che erano ormai divenuti quasi illeggibili come il ritratto di Michelangelo, che secondo Sally J. Cornelison, docente alla Syracuse University, si ritrova “nascosto” tra gli astanti sotto le sembianze di Nicodemo.

L’artista, rivolto in direzione della sua tomba, è riconoscibile dalla capigliatura ricciuta e dal caratteristico profilo del naso. Nel vicino monumento campeggia il busto-ritratto derivato dall’opera che Daniele da Volterra aveva eseguito sulla base della maschera mortuaria dell’artista. I due ritratti, riferibili allo stesso periodo, sono un evidente trait d’union tra l’altare e il monumento, recentemente oggetto di un processo di ripulitura a cura della restauratrice Paola Rosa.

Nella tavola, sempre secondo Cornelison, viene immortalato anche Rosso fiorentino ritratto con un copricapo vermiglio nelle sembianze di Giuseppe D’Arimatea. Vasari ne aveva frequentato la bottega ed era uno dei pittori a lui più cari. ´Il quale per molte cagioni - scrive nelle Vite - ha meritato e merita di essere ammirato come veramente eccellentissimo.´

 


16/11/18

   
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