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Firenze, Sabato 25 Novembre 2017 - ore 12:32
 
UNITY IN DIVERSITY
UNITY IN DIVERSITY
Consegnata al Papa la carta dei sindaci

E’ stata consegnata a Monsignor Sánchez Sorondo affinché sia portata all’attenzione di Papa Francesco la carta preparata e firmata dai sindaci che hanno partecipato ad Unity in Diversity, invitati dal sindaco Nardella ieri a Firenze e oggi in Vaticano. La terza edizione del vertice dei sindaci di tutto il mondo “è stata molto importante ed intensa” ha spiegato il sindaco. “Abbiamo ascoltato interventi molto appassionati, forti e chiari sui concetti di unità e diversità - ha detto il sindaco -. Ci siamo confrontati su una visione unitaria rivolta al futuro, alle nostre comunità e al mondo intero. E per questo ci siamo ritrovati in una unità di intenti, di obiettivi, che abbiamo trascritto nella dichiarazione che oggi abbiamo consegnato in Vaticano perché possa essere messa poi nelle mani del Santo Padre come proposta di lavoro e di collaborazione”. Il sindaco nel corso del suo intervento alla Casina Pio IV in Vaticano si è concentrato sull’importanza del ruolo delle città nell’affrontare le sfide del nostro tempo citando le parole del Papa che puntava a non fare distinzione tra metropoli e piccole città nel promuovere il rispetto dell’ambiente e del mondo. “Nel suo intervento - ha ricordato Nardella - il Papa si rivolse ai sindaci e non invitò i capi di stato e di governo per parlare dei temi ambientali, non invitò i ministri dell’ambiente e degli Stati, invitò i capi delle comunità locali, delle grandi e piccole città del mondo, dando così un messaggio molto chiaro. Il messaggio di chi vuol parlare direttamente al cuore e alle menti delle persone perché i sindaci sono cittadini tra i cittadini, sono primi cittadini per responsabilità e ultimi per privilegi. Io credo che oggi le città siano davvero la chiave della globalizzazione del Terzo Millennio ed è nelle città che quei problemi trovano soluzione anche con grande innovazione” ha aggiunto Nardella. “Non esiste una ricetta unica, omologante, esistono tante diverse soluzioni che nascono dalle specificità della vita, della cultura, della tradizione di una città e di un territorio. È la composizione di queste soluzioni che ci aiutano a trovare poi anche strategie globali”. Nardella ha avanzato anche una richiesta rivolta alle relazioni internazionali, all’Unione europea, all’Onu: “Queste organizzazioni devono riconoscere alle città il posto che spetta loro. Ormai le città si stanno organizzando in tante associazioni, ma non viene loro riconosciuto un ruolo nei processi di decisione globale”. “Penso questo alla vigilia del Cop 23 - ha concluso il sindaco nel suo intervento in Vaticano - in corso a Bonn. Non c’è strategia sull’ecologia se questa non viene condivisa dall’inizio con le città. I sindaci non possono essere solo recettori di decisioni prese altrove. Possono e devono essere coinvolti fin dall’inizio, nelle scrivere gli impegni internazionali. Questo vale per tutte le grandi sfide. Perché questo non avviene? Io credo che noi siamo scomodi perché noi andiamo controcorrente. Perché il nostro vocabolario non è il vocabolario del politicamente corretto dei governi nazionali. Gli Stati parlano spesso di austerità, a noi sindaci capita di parlare di felicità. Gli Stati parlano di quote quando si parla di immigrazione, noi parliamo di umanità e di cittadini. Gli Stati a volte parlano di emergenza del multiculturalismo, per noi il multiculturalismo è un dato di fatto. Il vocabolario delle città è diverso da quello della politica internazionale, forse per questo siamo controcorrente e scomodi, ma credo che per questo siamo vitali. Quindi credo - ha concluso il sindaco -, ed è anche il senso della dichiarazione che noi abbiamo firmato ieri, che le organizzazioni internazionali debbano dare ai sindaci il posto, non perché abbiamo bisogno di una nuova etichetta o di un nuovo cavaliere, ma perché portiamo la voce delle nostre comunità. E a proposito di questo noi siamo per spingere perché si riduca la spesa per gli armamenti e si aumenti quella per la cultura, il sociale e la cooperazione”.


08/11/17

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