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E´ MORTO CARLO DEL BRAVO
E´ MORTO CARLO DEL BRAVO
Figura di spicco della storia dell´arte

Il professor Carlo del Bravo si è spento all´età di 82 anni, dopo un travagliato e lungo periodo di malattia. Una perdita immensa per il mondo dell’arte e della cultura fiorentina di cui il docente universitario e storico dell’arte ha rappresentato per più di mezzo secolo una colonna portante. Se n’è andato un uomo di cultura vastissima, noto per lo sguardo aperto e lungimirante sulla vita che amava intensamente. Il professore era legato anche al Chianti di cui era originario. Nativo di San Casciano, dove aveva vissuto fino all’età cinque anni, era poi tornato negli ultimi anni della sua vita nel territorio, in una casa di campagna, immersa tra le colline di Barberino e Tavarnelle. E’ nella residenza estiva, tra letture e incontri culturali con artisti e intellettuali, che il professore aveva avuto modo di entrare in contatto e condividere alcuni progetti culturali con gli amministratori comunali del Chianti.

I sindaci di San Casciano, Barberino e Tavarnelle esprimono cordoglio e vicinanza ai familiari. “E’ stato uno degli intellettuali più autorevoli della sua epoca – dichiarano i sindaci Massimiliano Pescini, Giacomo Trentanovi e David Baroncelli – uno dei protagonisti più accreditati a livello internazionale, uno storico di alto calibro e un collezionista attento e appassionato. E’ stato un grande privilegio conoscerlo e ascoltarlo in questi anni”. Carlo Del Bravo ha ricoperto il ruolo di docente di Storia dell´arte moderna all´ateneo fiorentino. Una vita investita nella cultura e nell’arte, una professione al servizio della conoscenza per valutare, riconoscere, insegnare ad apprezzare l´armonia e il culto del bello. Carlo Del Bravo si è laureato con Roberto Longhi nel 1959 presso l´Università degli Studi di Firenze discutendo una tesi su Liberale da Verona.

Anche il sindaco Nardella ha volto esprimere il cordoglio dell´ammministrazione comunale fiorentina e della città di Firenze.

Il cordoglio degli Uffizi

È venuto a mancare ieri il professor Carlo Del Bravo, una notizia assai triste per coloro che lo conoscevano e per il mondo della cultura. La sua vita, la sua intera carriera sono state infatti dedicate ai valori della bellezza e dell’etica del pensiero. La sua fama all’estero - dove ha ricevuto riconoscimenti prestigiosi – e la sua figura di studioso internazionale erano tuttavia profondamente radicati a Firenze, dove era Emerito dell’Università degli Studi. Quella stessa università dove per decenni aveva insegnato, con la qualità scientifica altissima e il carisma personale che tutti ricordano, uniti a un impegno totale nel trasmettere a generazioni di allievi la passione per la ricerca e per un modo nuovo e rigoroso di vivere l’arte e di guardare le opere. Si può davvero parlare di una “scuola di Del Bravo”, come un marchio di stile, eletto e unico, nel lavoro e nello studio.

Specialista della scultura rinascimentale e del Cinquecento, ha svolto studi pionieristici anche sull’arte dell’Ottocento e del Novecento. Membro della Commissione per la valutazione e le nuove acquisizioni della Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Pitti a Firenze, all’interno della quale ha negli anni rappresentato un modello culturale all’avanguardia per scelte e indirizzo metodologico, Carlo Del Bravo ha caldeggiato nei decenni acquisti di importanza fondamentale – e si ricordano qui i disegni di Pietro Benvenuti, il "Paesaggio a Grizzana" di Giorgio Morandi, o la squisita stele marmorea di Lorenzo Bartolini.

Il Direttore delle Gallerie degli Uffizi, Eike Schmidt, insieme a Simonella Condemi, Carlo Sisi e Ettore Spalletti, allievi di Carlo Del Bravo e già direttori della Galleria d´Arte Moderna di Palazzo Pitti, si uniscono al cordoglio generale: “Carlo Del Bravo è una figura che si staglia nel panorama intellettuale italiano per acutezza, misura e per l’esempio di integrità che ha offerto a tutti noi. A poche ore dalla sua scomparsa non possiamo fare altro che ringraziare questo grande Maestro per l’eredità che ci ha consegnato, fatta di scritti, di idee, e di un rigore scientifico che non è mai venuto meno”.


13/08/17

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